Questo film, diretto da Lars Kraume e tratto da un'opera teatrale di Ferdinand von Schirach, potrebbe essere controverso per molti, poiché affronta il tema dell'eutanasia assistita e dell'eutanasia. Tuttavia, lo fa in modo equilibrato, presentando la storia senza una visione parziale. Al contrario, invita lo spettatore a un dibattito aperto su questioni che oggi riguardano non solo la Germania, ma anche l'intera Europa.
La trama si basa su una situazione semplice, ma estremamente potente. Richard Gärtner, un uomo di ottantasei anni, fa richiesta all'ufficio federale per i farmaci per ottenere una dose letale di pentobarbital sodico, una sostanza utilizzata nell'eutanasia. A prima vista, si potrebbe pensare che si tratti di una persona affetta da una malattia incurabile o da dolori insopportabili. Ma è qui che arriva la svolta cruciale. Il signor Gärtner è fisicamente sano. La sua decisione deriva dalla morte della moglie e dalla convinzione che la sua vita abbia perso significato. Ed è proprio questo fatto a spostare l'intero film dal campo della medicina a quello dell'etica, del diritto, della filosofia e delle emozioni profondamente umane.
L'intera trama è strutturata come una riunione di un comitato etico. Di fronte allo spettatore si susseguono esperti con opinioni diverse: una professoressa di diritto costituzionale, un rappresentante della Camera Medica Tedesca, un vescovo cattolico e il medico curante di Richard Gärtner. Ognuno di loro presenta le proprie argomentazioni, che non sono né bianche né nere, né semplici. Il film offre lo stesso spazio a prospettive legali, costituzionali, morali, etiche e religiose, così come alla visione di medici, pazienti o familiari. Non evita nemmeno le questioni delle cure palliative, della loro accessibilità e delle possibilità che possono offrire alle persone alla fine della vita.
La forza maggiore del film risiede nel fatto che non cerca di convincere lo spettatore su una risposta univoca. Le argomentazioni di entrambe le parti sono presentate con rispetto e onestà intellettuale. Ogni nuovo contributo al dibattito può cambiare l'opinione dello spettatore o, almeno, spingerlo a mettere in discussione la propria posizione preesistente. In questo modo, lo spettatore si rende conto di essere d'accordo, e subito dopo in disaccordo, con una determinata figura. Pochi film riescono a coinvolgere lo spettatore in un dibattito così intenso.
L'epilogo è assolutamente eccezionale. La moderatrice si rivolge direttamente agli spettatori e pone la stessa domanda che ha affrontato l'intero comitato etico: Un uomo come Richard Gärtner ha il diritto di ricevere assistenza medica per porre fine alla propria vita? A quel punto, non si tratta più di personaggi cinematografici. La risposta la cerca ogni spettatore dentro di sé. Ed è proprio in questo che risiede il valore straordinario di questo film. Non offre un verdetto semplice, ma lascia la conclusione alla coscienza, all'esperienza e ai valori di ogni individuo.
'Hra na Boha' solleva questioni che sono più attuali che mai. A chi appartiene veramente la nostra vita? Ha il diritto di decidere della sua fine solo chi ne è portatore, o siamo anche noi responsabili nei confronti dei nostri cari, della famiglia o della società? Un medico deve aiutare solo a salvare la vita, oppure può, in determinate circostanze, fornire un'assistenza etica per permettere alla persona di morire? Dove finisce l'autonomia dell'individuo e dove inizia la responsabilità verso gli altri? Il film non costringe ad adottare una particolare ideologia, ma invita a riflettere su temi come la dignità umana, la libertà, la giustizia, l'etica medica, la fede, il diritto e il significato della vita.
Per questo motivo, raccomanderei questo film non solo al pubblico generale, ma anche come materiale prezioso per scuole, campi estivi, seminari educativi o proiezioni familiari. Il vero obiettivo non è il film stesso, ma l'inizio di una discussione che ne consegue. Con una moderazione attenta, può aprire conversazioni a cui altrimenti potremmo non aver mai osato partecipare. Insegna ad ascoltare gli argomenti degli altri, a rispettare le opinioni diverse e a riflettere su questioni per le quali non esistono risposte semplici.
Anche per una persona credente che abbia apparentemente chiare le risposte a queste domande, questo film potrebbe non essere inutile. Al contrario, può essere un'opportunità per verificare se siamo in grado di difendere le nostre posizioni non solo ripetendole, ma anche esponendole in modo comprensibile, sensibile e oggettivo. Il film aiuta ad affinare gli argomenti, insegna ad ascoltare punti di vista diversi e forse ci offre uno specchio impietoso: che in un dibattito del genere, senza una riflessione approfondita sulle nostre posizioni, avremmo difficoltà a sostenere le nostre ragioni.
'Hra na Boha' non è un film che dice agli spettatori cosa pensare. È un film che porta a una discussione. Ed è proprio per questo che vale la pena vederlo.
Dove vedere il film?
Il film 'Hra na Boha'è disponibile sulla piattaforma di streaming cristiana Filmana: https://filmana.cz/cs/film/535-hra-na-boha e nelle app per iOS e Android.
Bc. Marek Poštulka, Filmana
