Cuore dell'uomo – La nostra colpa ci dice quanto siamo ridicoli.

Cuore dell'uomo – La nostra colpa ci dice quanto siamo ridicoli.

Il cuore dell'uomo è un film documentario sul dolore e le ferite, che però non si conclude con quel dolore, ma si trasforma in speranza dalla presenza e dal aiuto divino.

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Il termine "film documentario" non è del tutto appropriato, poiché l'autore lascia in gran parte spazio all'immaginazione, ai simboli e, insieme a una musica emotiva, accompagna le testimonianze autentiche delle persone, così che l'intera storia, nonostante le sue basi documentarie, si presenta come qualcosa di suggestivo.

All'inizio del documento veniamo introdotti al tema attraverso un estratto dal Salmo 139:

Dove andrò lontano dal tuo spirito? Dove fuggirò dalla tua presenza? Se salgo in cielo, tu ci sei; e se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell'alba, per abitare all'estremità del mare, la tua mano mi condurrà lì, la tua destra mi afferrerà. Se dicessi: "La notte mi coprirà", anche la notte intorno a me sarà luce. Non c'è oscurità per te: la notte è come il giorno, l'oscurità è come la luce.

 

Già questo estratto ci prepara per il contenuto che seguirà. Questo salmo descrive una preghiera molto intima e personale dell'uomo a Dio. È, in un certo senso, un monologo di una persona che cerca di comprendere Dio e le sue azioni, il suo amore e il suo essere, tutto ciò collegato a un certo contrasto con la sfiducia umana, la piccolezza e la paura, ma anche l'ammirazione per la creazione divina.

Dopo questa introduzione, arriviamo alle testimonianze di singole persone che rappresentano diverse posizioni sociali. Le testimonianze sono accompagnate da riprese illustrative che descrivono la lotta umana. Grazie a effetti visivi, sonori e motivi musicali, viviamo la storia del Vangelo di Giovanni - La parabola del figliol prodigo. Questo racconto è qui interpretato in modo più simbolico e queste riprese emotive sottolineano le storie delle persone.

Il documento si concentra principalmente sul tema della sessualità. Non si parla di sessualità sana, ma di varie ferite, dolori, abusi e esperienze negative.

Come continua la conosciuta storia del figliol prodigo, anche le testimonianze si intensificano e ci portano fino al fondo assoluto, quando la persona è consapevole dei propri errori e decisioni, ma spesso non riesce a fare nulla da sola, accusa le persone intorno a sé, accusa Dio, ma in sostanza è arrabbiata con se stessa, con la propria debolezza, perché ha fallito, e spesso lo ha fatto ripetutamente.

Scopriamo e viviamo con i protagonisti le fasi di colpa, vergogna, dolore e imbarazzo.

Questa parte può essere vissuta dallo spettatore insieme alle testimonianze delle persone, anche se possiamo sembrare che tali situazioni di vita non ci riguardino, che noi ci comporteremmo certamente in modo diverso, ognuno di noi ha la propria "13ª stanza" in cui custodiamo le nostre ferite e cadute.

La nostra colpa ci dice quanto siamo ridicoli, quanto siamo imperfetti, quanto abbiamo tradito le nostre convinzioni. La nostra colpa ci porta a pensare che Dio non può amarci così come siamo, che abbiamo deluso anche Lui. La nostra colpa non finisce con la colpa, al contrario, arriva con un'arma ancora più potente, cioè la disperazione e la rabbia verso noi stessi.

Questo documento, proprio come la parabola del figliol prodigo, non si conclude con questa impotenza umana. Ci trasmette un messaggio importante: ciò che conta è la nostra decisione ... ognuno di noi ha la possibilità di scegliere.

Dio non aspetta che ci allontaniamo da questi problemi. Ha mandato suo Figlio perché vuole condividere con noi i nostri problemi, preoccupazioni, cadute: non si nasconde e non aspetta che siamo santi, ma vive con noi qui e ora. Ci raggiunge nel "fango" più profondo. 

Il primo passo è il perdono verso se stessi: una volta che facciamo questo primo e più difficile passo, allora possiamo liberarci da queste catene.

Anche se si tratta di un film documentario, l'intera storia è molto dinamica, avvincente, piena di simboli e messaggi.

Il cuore dell'uomo è, nella sua essenza, uno sguardo ottimista sul mondo, che dovrebbe essere riempito dalla nostra gentilezza, verità e perdono. Dio è venuto per liberarci, affinché possiamo vivere pienamente. Nulla è così morto che Dio non possa far crescere qualcosa in esso. 

Il principale simbolo dell'intera storia illustrativa sono i violini, che simboleggiano la presenza divina. La voce dei violini (la voce di Dio) ci circonda, ma spesso cerchiamo di soffocare questa melodia, questa voce con le attrazioni del mondo e spesso ci allontaniamo così tanto che le note quasi non ci raggiungono.

Il successo di questo film è in gran parte dovuto a Tony Anderson, che ha curato la colonna sonora. L'atmosfera non solo è sostenuta da motivi musicali, ma, in effetti, è anche creata e approfondita da lui stesso. Qui si alternano motivi emotivi, drammatici, forti e aggressivi, e poi improvvisamente si alternano armonie delicate e rasserenanti, che descrivono da sole la bellezza/l'orribile, la disperazione/la speranza, la lotta, la crudezza del mondo, il perdono e la sensazione di sicurezza.

Anche se si trattava di un film documentario, la persona è stata coinvolta nell'intera storia, che aveva il suo ritmo e la sua logica. Un film sulle cadute e le vittorie, sul dolore e il perdono, sulla perdita e la speranza. Tutto questo offre questo film emotivo.

Puoi guardare il film Il cuore dell'uomo sulla piattaforma di streaming cristiana Filmana.

Marek Poštulka